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La legge n. 132/18 ha introdotto delle modifiche al nuovo Codice della Strada per quanto riguarda la circolazione di residenti in Italia con veicoli immatricolati all’estero.
 
Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dopo quella del 20 dicembre 2018, ritorna sulla tematica con una circolare del 24 gennaio 2019, precisando i seguenti punti:
 
  • siccome in alcuni Stati UE non è prevista la radiazione dei veicoli da esportare in altri Stati membri, per i fini della legge in oggetto gli Uffici della Motorizzazione provvederanno comunque alla nazionalizzazione italiana dei veicoli con targa estera detenuti da soggetti residenti in Italia da oltre 60 giorni, avvisando l’autorità estera interessata e provvedendo alla successiva distruzione delle targhe e delle carte di circolazione non reclamate dall’autorità estera;
 
  • nel caso di veicoli con targa estera, per i quali l’interessato sia impossibilitato a richiedere il foglio di via per condurre il veicolo al confine (in quanto, ad esempio, lo stesso non è in regola con gli obblighi di revisione), a fronte di una carta di circolazione estera depositata presso la Motorizzazione in quanto ritirata dagli Organi di polizia stradale durante i loro controlli, l’interessato potrà presentare comunicazione scritta con la quale manifesta la volontà di condurre tale veicolo oltre confine mediante trasporto a bordo di altro veicolo (gli uffici della Motorizzazione trasmetteranno le targhe e la carta di circolazione estera all’Autorità che le ha rilasciate);
 
  • la Motorizzazione dovrà segnalare all’Autorità di polizia tutti i veicoli (con targa estera) per i quali, entro 180 giorni, gli interessati non abbiano richiesta l’immatricolazione in Italia o il rilascio del foglio di via per condurlo ai confini (ciò ai fini dell’applicazione della prevista procedura di confisca).
 
Le nuove disposizioni normative
 
Le nuove disposizioni normative sulla circolazione in Italia di veicoli con targa estera, prevedono quanto segue:
 
  • è vietato a chi ha la residenza in Italia da più di 60 giorni di circolare con veicoli immatricolati all’estero, salvo che per particolari forme opportunamente documentate di leasing, comodato o noleggio; la sanzione va da euro 712 ad euro 2.848, fermo amministrativo del veicolo e sua confisca se entro 180 giorni non è immatricolato in Italia o condotto al confine con foglio di via (previa consegna delle targhe estere), anche mediante trasporto su altro veicolo;
 
  • la mancanza del documento con data certa a dimostrazione del leasing/comodato/noleggio viene sanzionata da euro 250 ad euro 1.000, con obbligo di esibizione dello stesso entro 30 giorni e fermo amministrativo del veicolo nel frattempo;
 
  • scaduto il termine di un anno entro cui il veicolo immatricolato all’estero può circolare in Italia (di cui alla previgente disposizione prevista dal CdS, per i veicoli che abbiano adempiuto alle formalità doganali), viene previsto che l’intestatario possa chiedere all’Ufficio Motorizzazione un foglio di via per lasciare il territorio nazionale (consegnando targhe e carta di circolazione); la circolazione oltre il periodo di un anno comporta un aumento della sanzione già indicata nel Codice della Strada prima di questa modifica (che è diventata da euro 712 ad euro 2.848), il veicolo viene sottoposto a fermo amministrativo e se entro 180 giorni non si provvede all’immatricolazione o a lasciare il territorio nazionale con il foglio di via di cui sopra, lo stesso veicolo viene confiscato;
 
  • nel caso di veicoli immatricolati all’estero e circolanti in Italia, l’obbligato in solido è la persona residente in Italia che ha, a qualunque titolo, la disponibilità del veicolo.
 


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