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Pubblicazione: 17/12/2019

Dopo una lunga trattativa, il Trilogo (Parlamento, Consiglio e Commissione Europea) ha raggiunto l’accordo sul testo del primo Pacchetto Mobilità che prevede l’introduzione di nuove regole nell’autotrasporto internazionale, specialmente in merito alle modalità di cabotaggio stradale e ai tempi di riposo degli autisti.
 
Di seguito, una prima sintesi di quanto emerso.
 
Cabotaggio Stradale
Confermato il limite di 3 operazioni nell’arco di 7 giorni in un altro Paese comunitario, a seguito del quale il veicolo deve uscire da quel territorio e non vi potrà rientrare prima di 4 giorni (periodo di raffreddamento).
Introdotto l’obbligo di rientro del veicolo nel proprio Paese di immatricolazione ogni 8 settimane, anziché le 4 previste nella prima versione.
 
Cronotachigrafo
Introdotto obbligo d’installazione del cronotachigrafo digitale anche sui veicoli commerciali leggeri con massa complessiva da 2,5 a 3,5 tonnellate che svolgono autotrasporto internazionale.
 
Tempi di guida e riposo
Per i tempi di guida e di riposo, il periodo di riferimento rimane quello di 2 settimane e 90 ore, anche se è possibile derogare alla normativa in caso di trasporto internazionale di merci.
 
In pratica gli autisti impegnati nel trasporto nazionale dopo osservato un periodo di riposo settimanale ridotto (24 ore) a settimana, dovranno prendere un periodo di riposo settimanale regolare (45 ore o più) la settimana successiva.
 
Gli autisti impegnati nel trasporto internazionale, invece, possono prendere 2 periodi di riposo ridotti per 2 settimane consecutive, a condizione che prendano 2 periodi di riposo compensativi (due volte 21 ore) la settimana successiva, collegati al periodo di riposo regolare con rientro a casa.
 
Sul riposo regolare di 45 ore scatta il divieto di consumarlo all’interno della cabina del camion. Sempre relativamente al trasporto internazionale è previsto che l’autista è obbligato a rientrare nel suo Paese di origine almeno ogni 4 settimane e anche il veicolo di un’azienda non può rimanere all’estero per un periodo superiore alle 8 settimane.
 
Distacco trasnazionale
Per il distacco trasnazionale sarà applicata la normativa in vigore (e molto più restrittiva) applicata a tutte le categorie di lavoratori, fatta eccezione per i viaggi di transito e di quelli legati a operazioni bilaterali. L’attuale normativa sul distacco assicura al lavoratore distaccato l’applicazione delle stesse condizioni di lavoro e di occupazione dei propri colleghi di pari livello nell’impresa distaccataria. Inoltre, per monitorare il fenomeno, sono previste comunicazioni preventive da effettuare entro 24 ore del giorno antecedente l’inizio del distacco. A livello previdenziale, invece, si applica il principio di “personalità” (diverso da quello di “territorialità”, applicato negli altri rapporti di lavoro) per consentire al lavoratore distaccato di mantenere la copertura previdenziale del Paese in cui lavorava prima di essere distaccato.
 


 
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