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Infogestweb-Golia ha sottoposto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un quesito in merito alla regolamentazione dei tempi di guida, pausa e riposo in caso di trasporto intermodale. L’iniziativa fa seguito alle segnalazioni di numerose tra le centinaia di aziende clienti di Infogestweb, che hanno evidenziato alcune problematiche nella gestione del riposo nel contesto di trasporto combinato sulla base dell’attuale normativa europea. 
 
La questione riguarda in particolare l’applicazione dell’art. 9 del Reg. CE 561/2006, relativo all’osservanza del periodo di riposo giornaliero nel caso di conducenti che si trovino ad accompagnare un veicolo trasportato da una nave traghetto o da un convoglio ferroviario e che operano attraversando aree portuali, interportuali o ferroviarie.
 
In tali occasioni, la normativa concede la possibilità di effettuare attività diverse durante il periodo di riposo, “al massimo in due occasioni e per non più di un’ora complessivamente”. Le attività che il conducente si può trovare a dover svolgere, interrompendo il periodo di riposo, riguardano, ad esempio, le attività di imbarco e sbarco.
 
Il problema emerge in quelle aree portuali del Paese, in particolare i porti che collegano il continente con le isole, caratterizzate da periodi di alta concentrazione turistica e traffico intenso. In tali situazioni si verifica un rallenta dell’attività di trasporto, con lunghi tempi di attesi per l’imbarco e lo sbarco e la necessità di effettuare numerosi micro-spostamenti, tali da condizionare l’osservanza dell’art. 9 sopra citato.
 
A ciò si aggiunge il fatto che nei periodi turistici, con la stagione meteorologica più mite, le traversate via mare hanno una durata sensibilmente ridotta, con la conseguenza che, dovendo comunque osservare un riposo regolare (11 ore oppure 3+9 ore) per potere usufruire della deroga per cosiddetto “traghetto-treno”, i conducenti devono osservare un periodo di riposo residuo dopo lo sbarco.
 
In queste situazioni, a causa della carenza di aree di sosta adeguate per la fruizione di riposi, i conducenti si trovano costretti - in alcuni casi su ordine delle autorità su strada - a proseguire anche per parecchi chilometri oltre il porto prima di trovare uno spazio idoneo per portare a termine il riposo iniziato a bordo. I riposi, a causa della numerosità e della durata delle interruzioni, possono quindi non risultare completati correttamente, pertanto conducenti ed aziende rischiano di incorrere in infrazioni e pesanti sanzioni.
 
Un altro caso relativo al trasporto intermodale riguarda le operazioni di imbarco e sbarco del veicolo. Queste spesso non sono svolte direttamente dall’autista, ma dagli addetti alla navigazione, che procedono alle operazioni senza l’inserimento di carta tachigrafica essendone sprovvisti. Si tratta però di un’operazione di movimento non registrata correttamente, in quanto svolta senza carta tachigrafica inserita, considerando anche il fatto che in tal caso non è possibile attivare la modalità out (prevista solo nelle aree private).
 
I due casi riportati evidenziano circostanze in cui la normativa richiederebbe maggiore flessibilità per consentire all’autotrasporto di gestire nel rispetto delle regole situazioni che non dipendono direttamente dal suo operato. Lo stesso Regolamento 561 prevede la possibilità per i Paesi UE di concedere delle deroghe sui tempi di guida, pausa e riposo, e tra i casi applicabili indica anche il trasporto intermodale (lettera “o”).
 
A tal riguardo, l’Italia è uno dei pochi paesi dell’Unione (assieme a Estonia, Grecia, Lussemburgo, Malta e Svezia) a non aver adottato deroghe in forza del citato art. 13 lett. O), a differenza degli altri Paesi che, invece, hanno ritenuto opportuno adottare soluzioni diversificate per disciplinare tali casi.
 
Infogestweb ha quindi sottoposto al MIT tali questioni, avanzando, a titolo esemplificativo, alcune proposte di attivazione di deroghe che potrebbero contribuire a risolvere le problematiche evidenziate, il tutto sempre al fine di non intaccare gli obiettivi di sicurezza stradale indicati dalla normativa:
 
  • Deroghe sul numero e la durata delle interruzioni del riposo giornaliero
  • Estensione dell’utilizzo della funzione OUT anche in aree portuali, interportuali e ferroviarie
  • Riduzione di 1 unità di 3 riposi giornalieri ridotti ogni qualvolta il conducente usufruisca della deroga
 
Il quesito è stato posto al Ministero in un’ottica di collaborazione e condivisione, con lo scopo di permettere una corretta applicazione della normativa, con beneficio per tutti gli operatori del settore, dagli organi accertatori fino alle stesse aziende di trasporto e ai singoli conducenti.


 
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