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La Corte di Giustizia dell’Unione europea (sentenza del 26 settembre 2018) si è espressa in merito all’applicazione del regolamento (CE) n. 561/2006 sull’armonizzazione di alcune disposizioni in materia sociale nel settore dei trasporti su strada.
 
In particolare la sentenza della Corte, interpretando l’art. 19 del 561/2006, ha confermato che le autorità competenti di uno Stato membro possono infliggere una sanzione a un’impresa per un’infrazione sui tempi di guida, constatata sul suo territorio e non ancora sanzionata, anche se tale infrazione è stata commessa sul territorio di un altro Stato membro nel quale tale impresa ha sede.
 
Il caso in esame riguarda un’ammenda applicata ad un’impresa di trasporto con sede in Austria a seguito di un controllo stradale, effettuato in Germania, durante il quale le autorità competenti hanno constatato due infrazioni al regolamento (CE) n. 561/2006 su uno dei veicoli appartenenti alla società, commesse però nello Stato membro in cui la suddetta impresa ha sede.
 
La Corte di Giustizia europea ha quindi confermato l’orientamento già evidenziato con una sentenza del giugno 2016.


 
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