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Pubblicazione: 02/10/2020

Ieri, primo ottobre 2020, è terminata la possibilità di recuperare parzialmente le accise sul gasolio acquistato per i veicoli industriali Euro 3 e, dal primo gennaio 2021, il termine del rimborso passerà anche agli Euro 4.
L’intento è quello di indurre le imprese che esercitano attività di trasporto merci e passeggeri a provvedere al rinnovo dei loro mezzi, sostituendoli con veicoli meno inquinanti, in un’ottica di sostenibilità ambientale.
 
Gli appelli del mondo dell’autotrasporto di ricorrere ad una gradualità del rimborso e di rinviare tale eliminazione a seguito del già difficile periodo post Covid, non hanno portato a nulla; a giugno era addirittura stata presentata alla Camera dei Deputati un’istanza parlamentare.
 
La paura ora è quella che saranno in molte le piccole e medie aziende dell’autotrasporto che si troveranno in difficoltà e che saranno costrette a ridimensionarsi drasticamente. Inoltre, secondo Maurizio Longo, segretario generale del sindacato, vi sarà la possibilità che, le aziende italiane maggiormente colpite da questo provvedimento, trasferiscano la loro sede in Francia, dove, con la circolare del 3 giugno 2020, vi sono state indicazioni totalmente opposte; nel Paese transalpino, infatti, l’erogazione del beneficio non è vincolato ad alcun tipo di classificazione dei veicoli industriali.
 
Si parla quindi di priorità: sostenibilità ambientale o sopravvivenza delle aziende?


 
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