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Pubblicazione: 19/05/2020

Il DPCM del 17 maggio 2020 prevede rilevanti eccezioni al divieto di effettuare spostamenti da e per l’estero, regolarmente vietati fino al 2 giugno 2020.
 
Riportiamo di seguito le categorie interessate da tale esenzione:
 
  1. Equipaggio dei mezzi di trasporto e personale viaggiante;
  2. Cittadini e residenti nell’UE, negli Stati dell’accordo di Schengen e in altre località individuate (Andorra, Principato di Monaco, Repubblica di San Marino, Città del Vaticano e Regno Unito e Irlanda del nord), che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro;
  3. Lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;
  4. Personale di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all’estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 72 ore, salvo motivata proroga per specifiche esigenze di ulteriori 48 ore (tale disposizione recepisce in parte la richiesta di Confindustria di superare l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per il lavoratore che rientri da una trasferta all’estero);
  5. Soggetti che per comprovate esigenze lavorative fanno ingresso in Italia per un periodo non superiore a 72 ore (prorogabili di ulteriori 48), i quali sono esonerati dall’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.

A partire dal 3 giugno 2020, invece, non saranno soggetti ad alcuna limitazione gli spostamenti da e per l’estero relativamente a: 
 
  • Stati membri dell’UE; 
  • Stati dell’accordo di Schengen;
  • Regno Unito e Irlanda del nord; 
  • Andorra, Principato di Monaco;
  • Repubblica di San Marino e Città del Vaticano. 

Dal 3 al 15 giugno 2020 saranno consentiti anche gli spostamenti da e per Stati e territori diversi da quelli sopra menzionati, ma solo per comprovate esigenze lavorative.
Il DPCM  del 17 maggio 2020, inoltre, per gli autisti di imprese di autotrasporto che non hanno sede legale in Italiafa decadere l'obbligo di autodichiarazione e di comunicazione alle Autorità sanitarie. Per quanto riguarda invece il personale non viaggiante di imprese aventi sede legale o secondaria in Italia, si applica quanto sopra riportato al punto 4 del precedente elenco. 

La violazione del DPCM è punita con la sanzione amministrativa che prevede il pagamento di una somma da euro 400 a 3.000 euro. Nel caso in cui la violazione sia commessa nell’esercizio di un’attività di impresa è prevista la chiusura da 5 a 30 giorni.


 
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