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Pubblicazione: 02/02/2021

Agevolare il comparto trasporti e logistica, messo a dura prova dalla difficoltà legate al contesto pandemico, consentendo ai mezzi pesanti di svolgere le procedure di revisione presso le officine private. Lo chiede ALIS (Associazione Logistica dell'Intermodalità Sostenibile) con un appello rivolto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e ai gruppi parlamentari per completare la modifica dell’art. 80 del Codice della Strada.

“L’attuale situazione - ha dichiarato il Vicepresidente e Direttore Generale di ALIS Marcello Di Caterina -, determinatasi anche a causa delle continue proroghe delle scadenze delle revisioni previste dai provvedimenti emanati durante l’emergenza Coronavirus, sta comportando notevoli criticità a decine di migliaia di mezzi pesanti e, potenzialmente, alla sicurezza degli autisti, mentre il nostro settore ha estremamente bisogno di efficienza, velocità, flessibilità e sburocratizzazione per garantire una maggiore competitività delle imprese italiane. Se non si renderà operativa la possibilità di svolgere le procedure di revisione presso le officine private, evitando così di continuare ad appesantire il lavoro delle Motorizzazioni, il sistema genererà ulteriori danni al settore”.

Il riferimento è alle procedure di revisione degli autoveicoli adibiti al trasporto merci conto terzi disciplinate dall’articolo 80 del Codice della Strada e per le quali, con l’art. 1 comma 1049 della Legge di Bilancio 2019, è stata prevista la facoltà di effettuare le revisioni periodiche presso le imprese di autoriparazione anche per i veicoli pesanti se destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata (ATP), lasciando esclusi i rimorchi e i semirimorchi.

Di Caterina ha spiegato che la scarsa capillarità degli uffici della Motorizzazione, i  ritardi accumulati già in fase pre-Covid e, ancor più, durante i mesi emergenziali, e la carenza di personale hanno creato una congestione del sistema.

“Riteniamo che tale modifica – ha aggiunto Di Caterina -, seppur molto importante, sia incompleta in quanto basterebbe estendere la possibilità, come già accade per le autovetture e i motocicli, di effettuare le sedute di revisione presso officine private autorizzate anche a rimorchi e semirimorchi, oltre che alle motrici ed ai trattori stradali. Un’occasione persa in termini di sicurezza stradale, snellimento burocratico ed accelerazione dei processi legati ai controlli che, a distanza di due anni, non ha ancora trovato una soluzione nonostante nell’iter parlamentare di approvazione della Legge di Bilancio 2021 si fosse aperto uno spiraglio con la presentazione da parte dell’intera Commissione Trasporti della Camera di un emendamento, purtroppo mai approvato, che andava proprio nella direzione da noi auspicata”.


 
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