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Pubblicazione: 09/04/2020

Unatras (Unione nazionale delle associazioni dell'autotrasporto merci ) ha inviato una nota ai concessionari delle reti autostradali per chiedere, a nome di tutte le imprese del settore, di poter posticipare il pagamento dei pedaggi autostradali a quando l’emergenza sanitaria si sarà conclusa.
 
Sono principalmente due i motivi che hanno indotto Unatras ad avanzare tale richiesta a favore delle aziende di autotrasporto:
 
  1. la condizione di grave difficoltà causata da:
    1. il calo del 60% della richiesta di trasporto dovuto alle attività sospese dallo scorso 23 marzo;
    2. il difficile bilanciamento di traffico da pianificare,  ovvero la difficoltà di reperire carichi sia per le tratte di andata che per quelle di ritorno.
  2. L’incidenza dei pedaggi autostradali sui bilanci aziendali, che costituisce la terza voce in ordine di grandezza dopo il personale e il carburante.
 
Tale istanza è legittima in quanto espressa da un settore oggi indispensabile all’approvvigionamento di beni di prima necessità e che, a causa del lockdown, rischia di vedersi penalizzato drasticamente.
 
Garantire la sicurezza degli operatori del trasporto è un altro tema particolarmente importante in queste circostanze: a tal proposito la Ministra delle infrastrutture e dei Trasporti ha respinto la richiesta avanzata da alcune rappresentanze datoriali dell’autotrasporto in merito alla possibilità di poter derogare alle norme sui tempi di guida e di riposo degli autisti. 
 
 
Il rigetto della Ministra De MIcheli trova motivo anche nel fatto che, a causa dei limitati livelli di traffico che conseguono alle misure di contenimento del contagio da CoVid-19,  il traffico su strade e autostrade è pressoché assente e non impone incrementi dei tempi di guida.
 
Queste considerazioni erano, fra l'altro, state rappresentate dalle organizzazioni sindacali degli autisti, oltre che da un fronte delle rappresentanze datoriali che segnalavano come maggiormente strategico privilegiare un rappporto positivo con gli stessi sindacati, invece che richiedere ancora altri sforzi al personale viaggiante, già stressato dalle difficoltà operative causate dalla scarsa collaborazione e disponibilità dimostrata nelle aree di carico e scarico.
 
Il rigetto della Ministra De MIcheli trova motivo nel fatto che la criticità principale che è emersa è legata principalmente ai riposi giornalieri e non, invece, dall’estendersi dei tempi di guida. 
 
Peraltro, occorre rilevare come, a causa dei lunghi tempi di attesa presso i piazzali di carico e scarico, siano limitate le ore di guida consumate dai conducenti, mentre potrebbe risultare più utile consentire loro un certo prolungamento della giornata lavorativa, che gli consenta il rientro a casa fatta salva la durata del successivo riposo giornaliero.
 


 
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