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Pubblicazione: 28/11/2019

Affinché il verdetto della Corte Costituzionale venga compreso al meglio, è necessario effettuare una doverosa premessa: ogni volta che un’azienda di trasporti individua un vettore al quale commissionare le attività di autotrasporto, quest’ultimo può decidere di eseguirle direttamente o di avvalersi dell’aiuto di altri operatori (sub-vettori).
 
In questi casi ai sub-vettori viene riconosciuta la possibilità di esercitare i propri diritti, relativi al pagamento delle loro spettanze, attraverso la cosiddetta azione diretta.
 
Con azione diretta si intende la richiesta di pagamento mossa dai sub-vettori nei confronti dell’azienda committente, nonostante quest’ultima abbia già provveduto al saldo delle prestazioni al vettore contrattuale (primo vettore).
 
In merito all’azione diretta, alcuni organi giurisdizionali avevano mosso una questione di legittimità su cui recentemente si è pronunciata la Corte Costituzionale.
Alcuni tribunali e giudici di pace sostenevano, infatti, che la norma in materia di azione diretta non fosse stata introdotta nell’ordinamento seguendo la corretta procedura.
 
Attraverso la sentenza n.226 emanata il 29 ottobre 2019, la Corte Costituzionale ha dichiarato infondata la questione di legittimità ritenendo la norma sull’azione diretta correttamente introdotta nel sistema normativo.
 
Si allega la sentenza sopramenzionata.


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1668_Sent. Corte Cost. n. 226.19 azione diretta.pdf Download
 
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