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Pubblicazione: 25/01/2021

Un primo passo per definire i nuovi temi che interessano la consegna delle merci nelle città nell’ottica del grande sviluppo del commercio digitale.
A questo obiettivo punta il documento dal titolo “La logistica urbana in una visione integrata”, predisposto congiuntamente dalla Struttura Tecnica di Missione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, da ANCI, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani e da Freight Leaders Council.
 
La movimentazione delle merci nelle nostre aree urbane sta seguendo uno sviluppo che viene in larga parte determinato dalla domanda indotta dai cambiamenti dei nostri stili di vita e dall’evoluzione dei servizi.
Il Position paper descrive le azioni più idonee per vincere le sfide che i decisori politici devono affrontare nell’elaborazione di strategie per una logistica urbana integrata e resiliente, mitigando, al contempo, le preoccupazioni degli operatori del settore.

L’affermarsi anche in Italia, prima e dopo il COVID-19, del canale di vendita e-commerce ha comportato non solo una maggiore domanda di servizi dell’ultimo miglio ma anche una deregolamentazione spinta nel settore (attraverso la falsa pretesa ed aspettativa di una consegna a costo zero) che deve essere opportunamente gestita, così come l’impossibilità di prevedere i flussi che cambiano di giorno in giorno e l’incapacità di programmare un servizio finora totalmente orientato da una domanda frammentata e asistematica.
In tale contesto, la tendenza ad assecondare “al meglio” non solo la naturale evoluzione dei tempi ma anche questa specifica accelerazione, può avere una certa efficacia almeno nel risolvere la contingenza. La scelta più coraggiosa è però quella di prendere atto delle difficoltà studiando a fondo l’ecosistema della logistica urbana e strutturandone una conoscenza in forma analitica per maturare soluzioni oltre l’adattativo.
In questo scenario, va ricordato che la logistica urbana prevede complesse operazioni che caratterizzano il servizio originando moltissime conflittualità sul territorio e rendendo in questo modo molto complesso identificare politiche in grado di rispondere alle esigenze dei diversi portatori di interesse in questo mercato, complessità che può essere gestita solo facendo ricorso alle migliori competenze del settore.
 
Criticità ed esigenze degli operatori del comparto logistico
Il documento è rivolto principalmente ai responsabili della gestione della mobilità, dei trasporti e delle infrastrutture all’interno delle aree urbane, ma anche agli operatori di logistica e di trasporto merci.
Tra le criticità che vengono sottolineate, figura la mancanza di piazzole dedicate per il carico e scarico, la mancanza di spazi all’interno delle città per microstrutture logistiche (fattore che spinge gli operatori logistici alla delocalizzazione ed alla concentrazione di piattaforme logistiche nelle aree suburbane, fenomeno meglio noto a livello internazionale con la definizione di sprawl logistico), la difformità e spesso la complessità delle procedure necessarie per accesso alle Zone a Traffico Limitato e non da ultimo la difficoltà a svolgere il proprio lavoro in sicurezza nelle strade e sui marciapiedi delle nostre città.
 
Le priorità per gli operatori del settore sono la formulazione (possibilmente su base nazionale o se non nazionale almeno regionale) delle regolamentazioni di accesso alle aree urbane in termini di emissioni dei veicoli e di alimentazione degli stessi (diesel, GNL, GPL, elettrici, ibridi, etc…) in modo chiaro mantenendole attive per un periodo industrialmente significativo (almeno 5 anni) in modo da consentire agli operatori che gestiscono grandi flotte in ambito urbano di poter orientare i propri investimenti, riducendo l’incertezza che al momento frena il comparto dal rinnovare il parco veicolare.
La seconda tematica collegata alla prima è la scelta della tipologia di veicoli a basse emissioni da acquistare. L’Italia come stato membro dell’Unione Europea si è impegnata a introdurre entro il 2030 un sistema di logistica urbana ad emissioni zero nelle principali aree metropolitane. In attesa di arrivare ad avere sul mercato un numero significativo ed affidabile di veicoli a zero emissioni con relativa infrastruttura di ricarica, è fondamentale concordare per questo periodo di transizione verso il 2030 un mix di tecnologie e relative alimentazioni in grado di ridurre progressivamente la dipendenza da fonti fossili non rinnovabili e allo stesso tempo garantire la continuità del servizio a cittadini ed imprese.

Il documento è disponibile a questo link:
https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/pubblicato-il-documento-la-logistica-urbana-una-visione-integrata


 
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