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Doveva entrare in vigore il 1 luglio 2018, ma la Spagna ha rinviato al 1 gennaio 2019 il divieto per i conducenti di autocarri ed autobus di effettuare in cabina il riposo settimanale regolare di 45 ore.
 
In Europa il divieto è già in vigore in Germania, Gran Bretagna, Francia, Belgio, Paesi Bassi e Italia. Per quanto riguarda il nostro Paese l’applicazione delle sanzioni per gli autisti che svolgono il riposo settimanale regolare in cabina è scattata dal 30 aprile 2018, a seguito di una circolare del Ministero dell’Interno.
 
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Ricordiamo che in Italia il riposo settimanale regolare svolto sul camion è considerato un riposo non goduto, di conseguenza, nel caso tale situazione sia accertata a seguito di un controllo su strada, potrà essere contestata la violazione dell’articolo 174, comma 7 del Codice della Strada, nella ipotesi più grave del mancato rispetto del riposo per oltre il 20%.
 
Questa violazione prevede una sanzione pecuniaria da un minimo di 425 euro a un massimo di 1.701 euro. Inoltre è previsto il ritiro dei documenti di guida e l’intimazione a non riprendere il viaggio fino al completamento corretto del riposo settimanale. La circolare del Ministero precisa che la violazione può essere accertata solamente nel momento in cui viene commessa, mentre in altri Paesi europei il divieto può essere sanzionato anche senza flagranza.
 
Ricordiamo inoltre che nella circolare ministeriale non sono presenti istruzioni operative per gli organi di controllo. Inoltre la situazione per valutare se si è in presenza o meno di infrazione è complessa e non immediata, essendovi vari fattori da tenere in considerazione, tali da poter rendere apparentemente sanzionabili casi che invece non è detto lo siano (ad esempio, un autista a bordo del veicolo da 46 ore, non è detto che stia svolgendo il riposo settimanale regolare, ma un riposo ridotto e un recupero). 
 


 
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