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Lunedì 2 ottobre 2017 riaprirà la linea ferroviaria Rheintalbahn dopo quasi due mesi d'interruzione a Rastatt per uno smottamento.

Sta finendo l'incubo per il trasporto delle merci dall'Italia al Nord Europa, che secondo una stima di Assologistica ha ridotto al 40% il traffico delle merci che fino al 12 agosto, giorno dell'interruzione, viaggiava sulla ferrovia Rheintalbahn, asse vitale del Corridoio multimodale Genova-Rotterdam. Deutsche Bahn conferma che lunedì 2 ottobre la linea riaprirà, con un anticipo di cinque giorni rispetto al programma originale, riportando su questi binari i duecento treni merci che vi circolavano ogni giorno prima dell'interruzione.

Questo incidente ha posto in evidenza la fragilità delle arterie ferroviarie europee, dove basta un periodo di forte pioggia, come accaduto in Germania, per mettere in crisi interi settori economici e l'export italiano. Il prossimo passo deve essere quindi cerare un sistema d'emergenza per affrontare eventuali situazioni d'emergenza analoghe a quella di Rastatt.Un altro elemento emerso da questa crisi è l'impossibilità dell'autotrasporto a sostituire completamente la ferrovia, sia per la mancanza di risorse (camion e autisti) da offrire in tempi brevi, sia per l'intasamento delle principali arterie transalpine stradali o per i limiti imposti da Paesi come Austria e Svizzera. A tale proposito, l'associazione dell'autotrasporto Confartigianato Trasporti ha dichiarato che "la gomma non è certo contenta di quello che è successo né gioisce per l'aumento dei contratti di trasporto di merci per i vettori stradali ma chiede di riflettere sul tema dell'equilibrio tra la strada e la rotaia nell'interesse dell'intera collettività europea".Secondo l'associazione degli autotrasportatori, questo evento "testimonia in realtà quanto rimanga fondamentale per la sua flessibilità il settore del trasporto su strada per il sistema integrato di mobilità delle merci italiano ed europeo". Perciò, Confartigianato Trasporti chiede che "l'Europa debba aprire la gestione collegiale dei corridoi transnazionali e rivedere la politica delle infrastrutture riequilibrando le diverse modalità di trasporto, chiedendo allo stesso tempo alle forze politiche italiane che si confronteranno alle prossime elezioni di porre attenzione prioritaria al comparto per ridare slancio e competitività riequilibrandone le storture".

Articolo a cura di:

Trasporto Europa


 
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