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Pubblicazione: 23/09/2021

Decisione importante dalla Corte di Giustizia UE sul cronotachigrafo. Lo scorso 9 settembre, con la sentenza nella causa C-906/19, l’organo di giustizia europeo ha sostanzialmente confermato, agli organi di controllo di uno stato membro, la possibilità di sanzionare il conducente di un veicolo o un’impresa di trasporto per una violazione commessa in un altro stato membro e che non sia già stata sanzionata. Questo però riguarderà solo i tempi di guida e di riposo, mentre non toccherà il cronotachigrafo.
 
Una notizia che sicuramente porterà a delle conseguenze. Si parte dall’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento n. 561/2006, che afferma: “Uno Stato membro autorizza le autorità competenti a infliggere una sanzione a un'impresa e/o un conducente per un'infrazione al presente regolamento rilevata sul suo territorio e per la quale non sia già stata imposta una sanzione, anche qualora detta infrazione sia stata commessa sul territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo”.  Il “presente regolamento” si riferisce infatti ai periodi di guida, interruzioni e periodi di riposo per i conducenti che effettuano il trasporto di persone e di merci su strada, mentre nessun accesso viene fatto al Regolamento sul cronotachigrafo (3821/85, poi abrogato dal Regolamento 165/2014).
Pertanto, la Corte dichiara che: “L’articolo 19, paragrafo 2, del regolamento n. 561/2006 deve essere interpretato nel senso che osta a che le autorità competenti di uno Stato membro possano imporre una sanzione al conducente di un veicolo o a un’impresa di trasporto per un’infrazione al regolamento n. 3821/85, come modificato dal regolamento n. 561/2006, commessa sul territorio di un altro Stato membro o di un paese terzo ma accertata sul suo territorio e che non abbia già dato luogo a una sanzione”.
 
La sentenza della Corte di Giustizia Europea non è del tutto vincolante, ma rappresenta un precedente importante ed un'indicazione di riferimento per un organo giudicante nazionale.
 


 
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