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Pubblicazione: 24/02/2021

Fino al 29 luglio 2021 è possibile chiedere i danni alle case costruttrici di camion, condannate dalla Commissione europea per aver danneggiato gli acquirenti dei mezzi con un "cartello" che, tra il gennaio 1997 e lo stesso periodo del 2011, gonfiò i prezzi degli autocarri per almeno il 15% del loro costo.
L'azione risarcitoria fa parte della sanzione complessiva di 3,8 miliardi di euro dell'Ue verso Volvo/Renault, Man, Daimler/Mercedes, Iveco, DAF e Scania.

Possono partecipare all’azione tutti i soggetti che hanno acquistato - anche attraverso leasing - camion sia nuovi sia usati di medie (da 6 a 16 tonnellate) e grandi dimensioni (oltre 16 tonnellate) immatricolati dal 1997 al 2011.
Per il risarcimento dovuto all’anticoncorrenzialità del cartello dei camion, il soggetto danneggiato ha diritto, mediamente, a un rimborso pari al 25% rispetto al costo di acquisto del camion.
 
Il diritto al risarcimento è riconosciuto dalla giurisprudenza nazionale (Cass. civ. n. 2305/2007), da quella dell’Unione (Corte Giust. Ue Caso C-295/04) e oggi anche dalla Direttiva 2014/104/Ue sia agli acquirenti diretti che a quelli indiretti.
 
La situazione risarcimenti in Europa
Numerose sono le sentenze delle corti tedesche, spagnole e inglesi che hanno riconosciuto alle vittime il diritto al risarcimento.
In Spagna, i tribunali di Bilbao, Valencia, Barcellona, Almeria e Pontevedra hanno riconosciuto il diritto al risarcimento quantificando il sovrapprezzo causato dal cartello dal 5% al 28% del prezzo di acquisto di ogni camion.
In Germania, il Tribunale di Dortmund, ha riconosciuto che il danno minimo da stimare, senza espletamento della consulenza tecnica d’ufficio è pari al 15%, se le cartelliste non sono in grado di fornire sufficienti prove contrarie; il tribunale di Hannover ha ritenuto adeguato un risarcimento pari al 15% del valore di acquisto di ogni camion.
Le Corti d’Appello di Dusseldorf, Stoccarda e Schleswig hanno confermato la presunzione di esistenza del danno causato dal cartello e rigettato le difese dei costruttori che sostenevano che i prezzi finali non dipendessero dai prezzi di listino oggetto dell’illecito coordinamento. La Corte di Giustizia Federale ha riconosciuto non solo la presunzione di fatto della preesistenza del danno, ma ha anche dettato linee guida per la valutazione del danno causato dalle case produttrici.
In Inghilterra, il Competition Appeal Tribunal e la Court of Appeal hanno ritenuto che la strategia difensiva dei costruttori di negare quanto accertato dalla Commissione europea costituisca un abuso del processo e hanno riconosciuto la vincolatività della decisione in tutte le sue parti e non solo nel dispositivo.
In Italia il Tribunale di Milano, con sentenza confermata dalla Corte d’Appello ha rigettato l’eccezione di prescrizione sollevata da Iveco e confermato l’esistenza del cartello accertato con la Decisione della Commissione europea che è vincolante nei giudizi civili.
 
 
Il Team Golia è a completa disposizione per assistervi con la domanda di risarcimento dei danni.
 
Team Golia
Tel. 045-2477462


 
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