Pubblicazione: 22/02/2021

L'IRU, l'Organizzazione mondiale del trasporto su strada, ha scritto alla Cancelliera tedesca Angela Merkel per chiedere un intervento per ridurre il caos generato nella rete di trasporto merci europea dalle nuove restrizioni per gli autotrasportatori imposte al confine dalla Germania.
 
Secondo l’IRU, il rifiuto della Germania di esentare i conducenti di camion professionisti dai test COVID-19 obbligatori, infrange i precedenti impegni sulle Corsie verdi (Green Lanes) dell'UE e danneggia la libera circolazione delle merci. Tali misure, inoltre, non sarebbero d’aiuto nella lotta contro il virus.
 
Peraltro, la messa in atto di questo provvedimento sta generando una reazione a catena in tutta Europa che rischia di paralizzare le reti di approvvigionamento, visto che altri Paesi si stanno muovendo nella stessa direzione.
 
Autotrasporto: rischio minimo per la diffusione del virus
"Gli autisti di camion sono soli nella loro cabina e lavorano secondo rigide misure igieniche, rappresentano quindi un rischio minimo per la diffusione del virus - ha affermato il segretario generale dell'IRU, Umberto de Pretto –. Costringerli a fare la fila per ore a temperature sotto lo zero, in centri improvvisati sul lato della strada senza un adeguato controllo fisico della distanza, non solo è inutile, ma anche pericoloso".

L’Organizzazione internazionale ha sottolineato che la decisione unilaterale della Germania sta bloccando la libera circolazione delle merci e danneggiando le catene di approvvigionamento in tutta l'UE. Supermercati, ospedali e fabbriche potrebbero subire a breve le conseguenze di tali misure, in tutta Europa e oltre.
 
"La Germania è stata a lungo un'ancora per il libero scambio nel mercato unico europeo. Chiediamo alla Cancelliera Merkel di riconoscere il danno che la decisione del suo governo sta causando ora, in particolare ai Paesi vicini, e di esentare immediatamente i conducenti di camion dai test COVID-19 obbligatorio in modo che possano fare il loro lavoro e mantenere in movimento le catene di approvvigionamento. Il posto della Germania dovrebbe essere ancora una volta al centro di un'Europa unita nella lotta alla pandemia, senza provocare caos con limitazioni ai confini miopi e inutili", ha concluso de Pretto.
 


 
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