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Pubblicazione: 03/12/2020

Dopo una lunga attesa e a grande richiesta da parte degli autotrasportatori, nella giornata di venerdì 27 novembre 2020, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha finalmente pubblicato il decreto direttoriale n.206 relativo ai costi indicativi di riferimento dell’attività di autotrasporto merci, firmato dal direttore generale del trasporto stradale Vincenzo Cinelli
 
Per arrivare alla pubblicazione di questo decreto vi è stato un percorso lungo e tormentato, che ha visto come decisivo una vicenda dove i contributi della Corte Costituzionale e dell’Autorità Antitrust sono risultati fondamentali. Tale episodio ha portato alla rilevazione di un sistema di forcelle il più ampio possibile, evitando di individuare valori dettagliati per ogni singola voce di costo medio, provvedendo invece ad aggregare le singole voci di costo omogenee.
 
In pratica, insieme al decreto sono state pubblicate due tabelle, in cui appare una distinzione per quattro classi di veicoli con riferimento alla massa complessiva massima di ciascun veicolo (fino a 3,5 tonnellate, oltre 3,5 e fino a 12 tonnellate, oltre 12 e fino a 26 tonnellate, oltre 26 tonnellate) e dove vengono individuate quattro voci di costo, da associare a una forcella di valori minimi e massimi e distribuite su tre sezioni. La prima è relativa ai veicoli, compresi quelli a motore, i rimorchi e semirimorchi e individua i costi di acquisto, manutenzione, revisione, pneumatici, bollo, assicurazione e ammortamento. La seconda include altri costi e tra questi inserisce quello del lavoro, distinguendo i costi relativi alla retribuzione, alle trasferte, agli straordinari e all’acquisto del carburante. La terza riguarda invece i costi di pedaggio, al netto dei rimborsi previsti dalla normativa. 
 
Tutti questi livelli di costi non hanno però carattere cogente, ovvero non sono obbligatori. Si tratta piuttosto di valori da utilizzare come riferimento, delle indicazioni fornite alle imprese di autotrasporto per orientare le trattative del settore e svolgere delle corrette pratiche economiche, tenendo l’asticella della contrattazione tra un minimo e un massimo. “Uno strumento che, se utilizzato correttamente, permetterà di ricevere la giusta retribuzione per i servizi svolti”, sostiene Amedeo Genedani, Presidente nazionale di Confartigianato Trasporti.

L’applicazione dei valori inoltre riguarda da vicino anche il tema della sicurezza stradale, in quanto è chiaro che chi accetta tariffe inferiori a quelle di riferimento per conquistare un cliente, probabilmente non riuscirà a ripagare i costi e andrà a comprimere un costo essenziale come, per esempio, quello necessario a sostituire gli pneumatici ormai consumati, mettendo così a repentaglio la sicurezza propria e quella altrui.


 
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