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Rivisto l’aumento delle accise sui carburanti in seguito al maxi-emendamento presentato al Senato, dal Governo, sulla Legge di Bilancio, che prevede un rialzo di oltre 3 miliardi di euro nei prossimi 3 anni.
 
La proposta prevede inoltre che “i veicoli di classe euro 3 siano esclusi dal beneficio fiscale della riduzione dell'accisa sul gasolio per autotrazione utilizzato in alcune tipologie di automezzi per il trasporto di merci e passeggeri, a decorrere dal 1° luglio 2020 (anziché dal 1° marzo 2020)”.
 
L’emendamento si è reso necessario per trovare le coperture economiche alla manovra.
Sono previsti aumenti di 868 milioni di euro nel 2021, di 732 milioni nel 2022, di ben 1,5 miliardi nel 2023 e infine di 1,243 miliardi nel 2024; per un totale di 3,1 miliardi che potrebbero arrivare già dal 2021.
 
Confermata inoltre la sterilizzazione delle clausole per il 2020, ma i rincari per gli anni successivi sono consistenti. A tal proposito sono previsti incassi da 918 milioni nel 2021, 1 miliardo nel 2022 e 1,8 miliardi nel 2023.
Il rischio stangata sui prezzi del carburante diventa sempre più concreto.
 
Sulla base delle stime degli effetti finanziari, tenendo conto delle modalità di fruizione del credito, si afferma che “il risparmio atteso stimato nella relazione tecnica alla disposizione possa essere ridotto prudentemente di un importo pari a 50 milioni di euro. Pertanto derivano minori risparmi di spesa per 50 milioni di euro per l'anno 2020”.


 
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